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L’arte della guerra, nonostante sia stato diviso in due volumi distinti, costituisce un vero e proprio concept album.
Anche questo secondo volume, uscito a un anno di distanza dal primo, è stato realizzato grazie alla piattaforma MusicRaiser e, proprio come il volume uno, si compone di otto brani che continuano il filo del discorso lasciato in sospeso, passando da una visione intimista a una più ampia, seguendo l’ispirazione nata dopo la lettura dell’omonimo libro di Sun Tzu.

Nonostante le (ovvie) differenze tra i due volumi, gli argomenti e lo stile restano gli stessi e, grazie a loro, Dottori conferma una capacità di scrittura sopra la media, che porterà l’ascoltatore a riconoscersi nei testi, invogliandolo a “non perdere la speranza e attendere qualcosa di nuovo e positivo”. Basta pensare a “2041”, in cui si parla dei mutui, o alla traccia iniziale “Inseguendo la città”, tra la primavera che divampa e la notte che nasconde. Dall’intimità del volume uno si passa a una visione globale come in “Siamo tutti degli Eroi”, che confronta le imprese di nonni e genitori (chi a cavallo di una guerra e chi di un’emigrazione) con la nostra agiatezza. È così che si riprende il cammino dopo la sconfitta (“Fiorire”) e che viene voglia di fuggire alla ricerca di qualcosa di nuovo (“Andare via”). Oltre alla collaborazione di Dimartino nel brano “Fiorire”, va sottolineata anche la partecipazione di Ghemon ne “Il pavimento del mattino”, dove Dottori descrive il risveglio di alcuni condomini, tra paure e solitudini.

Le canzoni sono state composte sulla chitarra classica, e questo regala delle sfumature diverse rispetto ai lavori precedenti, arrivando a toccare il folk e anche i ritmi balcanici.
Avvolto dai disegni di Simone Massi, “L’arte della guerra Vol.2” è un album meno immediato rispetto al precedente, pur restando un lavoro che si fa ascoltare con piacere.

(Pubblicato su Shiver)

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